Gruppo di musica etnica e tradizionale della Romagna

L’Uva Grisa nasce a Bellaria Igea Marina (RN) nel 1981 come esperienza artistica, di ricerca e aggregazione intorno alla cultura tradizionale della Romagna. Il suo lavoro è rivolto alla conoscenza critica e alla pratica degli antichi repertori di musica, canto e danza; alla valorizzazione dei modi espressivi della cultura orale e le forme di socialità ad essi legate

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Riveriti lor Signori. Pasquelle ed altri canti e balli tradizionali raccolti in Romagna

Copertina Riveriti lor signori piattoGualtiero Gori, Riveriti lor signori. Pasquelle ed altri canti e balli tradizionali raccolti in Romagna. Imola, La Mandragora, 2017. pp. 360. Cd allegato con musiche tradizionali romagnole eseguite da L’Uva Grisa e da anziani suonatori e cantori. € 20,00

Questo libro è un tributo alla Pasquella e alla passione con la quale l’Uva Grisa, per l’Epifania, continua ininterrottamente dal 1982 ad andare in giro a cantarla nelle case. La Pasquèla è un canto rituale del solstizio d’inverno che appartiene al repertorio dei canti tradizionali di questua del ciclo Natale-Epifania, presenti in gran parte delle regioni italiane ed europee. Il volume presenta i risultati di una ricerca che si avvale di documenti storico-letterari e socio-antropologici, osservazioni dirette, trascrizioni di incontri con anziani testimoni
di memorie individuali e collettive, raccolti in Romagna, dai primi anni Ottanta del Novecento ad oggi. Nasce dall’esperienza di ricerca e di proposta di musica tradizionale che Gualtiero Gori porta avanti con l’Uva Grisa dal 1981.

Il cd allegato, accanto ai canti e alle danze tradizionali interpretati dall’Uva Grisa, presenta registrazioni sonore originali eseguite direttamente da anziani suonatori e cantori. Il volume è parte di un progetto editoriale sulle musiche etniche e tradizionali della Romagna che comprende cinque pubblicazioni
tematiche.

INDICE
Premessa
Prima parte
LA PASQUELLA CHE COS’È
Origini cristiane
LA PASQUELLA IN ROMAGNA
L’Ottocento: fonti letterarie
Pasquella profana
Pasquella sacra
Il Novecento: la memoria orale
Valli dell’Uso e del Rubicone
Bellaria Igea Marina
San Mauro Pascoli, San Mauro Mare, Savignano sul Rubicone
Torriana (S-curghèda) e Borghi
Sogliano al Rubicone
Montegelli
In Valmarecchia
Caiolese, Sant’Agata Feltria
San Leo e Novafeltria (Mercatino Marecchia)
Maciano, Pennabilli
Antico, Maiolo
La Valconca
San Giovanni in Marignano
Nella Valle del Savio
Capanne di Verghereto
Bagno di Romagna
San Piero in Bagno
Valli del Bidente e del Rabbi
Poggio alla Lastra, Bagno di Romagna
Premilcuore
Pasquelle per le Anime Sante del Purgatorio
Fragheto, Santa Maria in Sasseto, Casteldelci
Il canto dei Cenavecchi: Palazzi, Ponte Presale, Sestino
LA PASQUELLA OGGI
L’UVA GRISA E LA PASQUELLA
Cronache della Pasquella
La Pasquella a Scavolino, 1998, di Domenico Bartoli
La Pasquella a Bellaria e nell’Alta Valle del Savio, di Irene Banci
Spedizione in Valmarecchia, 6 gennaio. Racconto fotografico di Andrea Samaritani
Appendice alla prima parte: Antiche tracce cerimoniali
Seconda parte
CANTI E BALLI NEL CD ALLEGATO
Nota introduttiva
1. Pasquella di Villa Verucchio
2. Pasquella di San Marino
3. Pasquella di Soanne
4. Ballo del cappello, Bal de’ capèl (Ballo dei gobbi, Bal di gób) di Misano Adriatico
5. Battista (Chi si contenta gode)
6. Sor Capitano mi dia congedo
7. Furlana di Urbania (Vanderina)
8. Angelina bell’Angelina
9. Bottini, Valzer
10. Il prete entra in camera
11. Oh ragazzina voi che siete modella
12. Gina mia
13. Vanderina di Pietracuta
14. Pasquella di Bellaria all’Osteria de’ Tap
15. Pasquella di San Mauro Pascoli
16. Pasquella di Savignano sul Rubicone
17. Pasquella di San Mauro Mare e Bellaria
18. Pasquella di Bellaria Igea Marina
19. Pàen e fnocc
20. Stornelli
21. Valzer di Salice
Ringraziamenti
L’autore

 

Intervista di Marcello Tosi a Gualtiero Gori (Corriere di Romagna 3-1-2018)

pasquella corriere

Come si compenetrano nella Pasquella le sue molte ‘anime’: da quella del rito e della festa a quella relazionale e comunicativa?

Il termine Pasquella designa sia il canto sia l’azione rituale che lo accompagna. I Pasquarùl, o Pasqualót, gruppi spontanei di cantori con accompagnamento musicale, ogni anno si ritrovano appositamente per portare di casa in casa questo canto augurale, ricevendo in cambio offerte di vino, cibo e denaro, destinati alla “mangiata” finale che conclude la festa. In questo evento si compenetrano due anime, quella sacra e quella profana: le funzioni cerimoniali sacre si integrano con quelle trasgressive e propiziatorie, spontanee e popolaresche, connesse al Carnevale.

E come si confronta questa antica tradizione con l’oggi?

Sappiamo che dacché se ne è trovata traccia la si è continuata a cantare, pressoché ininterrottamente, fino agli anni ’50, con la sola interruzione degli anni delle due guerre mondiali. Dal secondo dopoguerra è iniziato un periodo di declino, accelerato negli anni ’60. Poi, dalla fine di quel decennio, si è avviato il fenomeno del revival, in un contesto socio economico e culturale soggetto via via a forti trasformazioni; la forza della tradizione, la sua vitalità, la sua valenza simbolica oggi sono dati da questo suo straordinario e mai scontato accadere.

Su quali linee si basa il vostro lavoro di ricerca?

Per la storia dell’Uva Grisa, ormai prossima a celebrare 37 anni di attività, si può dire che la Pasquella costituisca la sua spina dorsale. E’ stata uno dei principali motori di spinta sui quali il gruppo ha elaborato il proprio modo di essere e di comunicare con gli altri. Scoprire e fare la Pasquella ci ha fatto capire che la cultura tradizionale è qualcosa di vivo, che può continuare a vivere, solo che noi lo vogliamo; qualcosa che ci lega in modo viscerale a un territorio, alle persone e alle comunità che lo abitano; e che in questo caso la tradizione non è un’ “invenzione”.

Perché sottolineate che far conoscere questo ‘patrimonio vivente e comunitario’, specie ai giovani, è il suo senso attuale della vostra attività?

Perché la Pasquella ha radici profonde. Con essa si continua a parlare, nella contemporaneità, una lingua ancestrale in grado di generare fra le persone, attraverso scambi di musica-parole-gesti-beni, un atto magico augurale. Naturalmente perché questo accada occorre disporsi al rispetto, come disse Gastone Venturelli, un importante studioso di tradizioni popolari: “folklore è anche preparazione, cultura e coscienza. Essere portatore di folklore significa essere portatore di cultura”.

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Viva Viva la Pasquella (Teatro degli Amici” di Bordonchio, 3.1.2018

Traccia di presentazione del libro “Riveriti lor signori”, di Gualtiero Gori.

Recensione de Il Cantastorie on line. Rivista di tradizioni popolari – gennaio 2018

https://www.rivistailcantastorie.it/riveriti-lor-signori/