Gruppo di musica etnica e tradizionale della Romagna

L’Uva Grisa nasce a Bellaria Igea Marina (RN) nel 1981 come esperienza artistica, di ricerca e aggregazione intorno alla cultura tradizionale della Romagna. Il suo lavoro è rivolto alla conoscenza critica e alla pratica degli antichi repertori di musica, canto e danza; alla valorizzazione dei modi espressivi della cultura orale e le forme di socialità ad essi legate

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Musica oltre il muro. La Carovana dei Diritti in Palestina. 23-30 agosto 2012. Diari di viaggio

L’Uva Grisa, Musica oltre il muro. La Carovana dei Diritti in Palestina 23-30 agosto 2012. Diari di Viaggio. Rimini, Panozzo editore 2012. pp. 164 – € 13,00

Musica oltre il muroNell’agosto del 2012 e del 2013 l’associazione culturale L’Uva Grisa è scesa in Palestina insieme all’associazione A la Calle! di Rimini, per prendere parte alla “Carovana dei Diritti”; una spedizione organizzata in collaborazione con il Palestinian Centre for Rapprochement between people. I musicisti dell’Uva Grisa hanno suonato in diverse località della Cisgiordania, portando la propria musica nei campi profughi di Aida a Betlemme, nella scuola di musica all’interno del centro educativo popolare ‘Angelo Frammartino’ di Beit Sahour, all’Università di Betlemme, nelle strade di Hebron e al Freedom Theater di Jenin. Ogni performance ha coinvolto giovani musicisti palestinesi, che hanno anche partecipato a workshop per migliorare le proprie capacità. I ragazzi hanno anche eseguito diversi brani della tradizione popolare palestinese insieme ai musicisti italiani, realizzando cosi uno scamImmagine 247bio culturale attraverso l’apprendimento di brani delle rispettive tradizioni. Grazie al progetto “Tunes for Peace” promosso dal Centro Sociale Grotta Rossa di Rimini, 25 ragazzi hanno avuto la possibilità di imparare a suonare uno strumento e di far parte di un’orchestra popolare che lavora sulle tradizioni musicali della propria terra, affermando l’importanza dell’arte, come forma di resistenza all’occupazione. Le esibizioni hanno dato luogo a momenti estremamente coinvolgenti e molto apprezzati dalle comunità locali, che sono state coinvolte in momenti di socializzazione e di festa, in luoghi drammaticamente colpiti dalla presenza del muro dell’apartheid, delle colonie e dell’esercito israeliano. Queste esperienze hanno dimostrato ancora una volta quanto il popolo palestinese sia un popolo vivo che ama la vita e che resiste anche attraverso l’arte, nonostante l’umiliante occupazione israeliana. Questi viaggi solidali sono stati incentrati sul tema dello scambio musicale tra Romagna e Palestina, per dimostrare come il linguaggio della musica sia capace di esprimere solidarietà e vicinanza, ad un popolo in lotta come quello palestinese. Questi sono libro racconta quel primo viaggio attraverso i diari scritti da Enza Colatutto, Nino Montanari, Lucia Mazzotti, Ermanna Scarcello, Gualtiero Gori. Presentazione di Marco Rossi con una nota finale di Paolo Pantaleoni.


Jalla
Questa esperienza è documentata nelle immagini del video reportage:

“‘Jalla!’ 23 – 30 agosto 2012. Palestina. Carovana dei Diritti 2012”, di Giulia e Julko Albini; documentario filmato, durata di circa 40 minuti, prodotto dal Circolo Belfagor di Rimini, anno 2012. [trailer]

Recensioni:

Claudio Piccoli (“Foglio volante. Periodico on-line di tradizioni e novità della piazza”).

Il libro contiene i diari di viaggio di alcuni componenti della Carovana dei Diritti che si è recata in Palestina dal 23 al 30 agosto 2012. Impressioni, considerazioni, ricordi, opinioni, emozioni di un viaggio comune ma visto attraverso sensibilità e angolazioni differenti. Elementi comuni e particolarità colte dai singoli che descrivono un itinerario e soprattutto un esperienza che ha lasciato in ognuno di loro segni profondi. Leggere più diari che raccontano il medesimo viaggio, gli stessi luoghi, l’incontro con la popolazione e i rapporti che si sono instaurati rendono più efficace e condivisa questa esperienza, il lettore ha come la possibilità di fare propri uno o più racconti e di immedesimarsi. La narrazione è immediata, senza retorica o pregiudizi, la descrizione della vita quotidiana oggi in Palestina, vista anche attraverso l’incontro con organizzazioni locali, è precisa e se possibile ancora più drammatica di quanto i media internazionali faConcerto a Jeninnno conoscere. Ma è anche una realtà molto diversa, lontana dallo stereotipo di un popolo di terroristi sanguinari. Ed è questo l’altro aspetto che emerge prepotentemente dai diari. L’incontro, attraverso la musica, realizzato dai componenti del gruppo romagnolo di musica popolare dell’Uva Grisa, fa emergere una Palestina che vuole difendere la propria cultura e le proprie tradizioni, ma che si apre al mondo esterno, vuole rompere l’isolamento in cui è troppo spesso costretta da una soffocante occupazione militare. Ancora una volta la musica, il canto e il ballo, in questo caso di tradizione e popolare, sono i veicoli e il terreno comune di incontro e di scambio. Valzer, manfrine, polche si confrontano con la debka palestinese, canti tradizionali e serenate e a unire il tutto il canto di Bella Ciao, conosciuto e cantato anche in quelle terre martoriate, che ha concluso tutti gli spettacoli del gruppo. I luoghi toccati dalla Carovana sono quelli che tutti conoscono dalle cronache: Jenin, Nablus, Hebron, i campi profughi, il criminale muro che divide e separa terreni, case, famiglie. Le strutture visitate sono uno spaccato della realtà culturale e sociale del Paese: La Scuola di Musica di Beit Sahour, il Centro Anziani e il Centro di Riabilitazione disabilità di Betlemme, il Freedom Theatre di Jenin e altri posti dove si sono tenuti concerti ed esibizioni. Accanto a questi racconti, illustrati anche da belle fotografie, la parte “turistica” del viaggio: Gerusalemme, Betlemme, Gerico, il Mar Morto e piccoli aneddoti come il gelato “italiano”, il caldo torrido, il cibo, il fascino dei luoghi ricchi di storia e di suggestioni. Una bella iniziativa la pubblicazione di questi diari che, con il Dvd “JALLA” di Giulia e Julko Albini ,prodotto dal Circolo Belfagor di Rimini, che contiene il video di quanto raccontato nel libro, illustra e fa conoscere il percorso materiale e culturale della Carovana dei Diritti.