Gruppo di musica etnica e tradizionale della Romagna

L’Uva Grisa nasce a Bellaria Igea Marina (RN) nel 1981 come esperienza artistica, di ricerca e aggregazione intorno alla cultura tradizionale della Romagna. Il suo lavoro è rivolto alla conoscenza critica e alla pratica degli antichi repertori di musica, canto e danza; alla valorizzazione dei modi espressivi della cultura orale e le forme di socialità ad essi legate

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2019: L’Uva Grisa e i suoi “racconti di veglia

 

Attività e divertimento per l’uditorio dell’Università di Strada

L’Uva Grisa e i suoi “racconti di veglia” (*)

di Guido Zangheri

Gualtiero Gori, studioso di spessore e autore di un nutrito numero di pubblicazioni, è il leader e direttore artistico del Gruppo

A «Il dialetto con i suoi modi di dire, con le sue espressioni peculiari, spesso intraducibili in lingua, ha il pregio incommensurabile della presa diretta»

B «Il gruppo ha accentuato una costante attenzione alla creazione di occasioni di dialogo e di confronto fra le diverse culture»

A conclusione di una pregevole rassegna di poesia dialettale (sei incontri progettati e realizzati da Ennio Grassi, con il contributo di Davide Pioggia e di Pier Paolo Paolizzi, nell’ambito delle attività dell’Università di Strada, a cura di Università Aperta), il Centro Sociale “I sempregiovani” ha ospitato il 23 maggio scorso, grazie all’ottima organizzazione di Giuseppe Cenni, una piacevole serata d’intrattenimento a cura dell’Uva Grisa, “Racconti di veglia”: storie burlesche, boccaccesche o fantastiche, di magia e di paura, nate e recitate in dialetto.

Le storie erano coordinate da Gualtiero Gori e affidate a Domenico Bartoli, Loris Casadei, Pierluigi Ottaviani, Mirco Malferrari, Lucia Mazzotti, Gilberto Casali, il quale ha anche accompagnato garbatamente alla fisarmonica i canti, allo scopo di ricreare lo spirito intrigante e giocoso delle veglie che si tenevano un tempo sulle aie in campagna. I sei attori si sono avvicendati nel proporre le storie apprese da bambini dai genitori o dai nonni, attraverso una formula espressiva tutta giocata sulla immediatezza. La messa in scena essenziale, senza orpelli di alcun genere (sei seggiole collocate su una pedana alta pochi centimetri, funzionale alla fruizione visiva degli spettatori, assolutamente priva di microfoni, di casse acustiche e di giochi di luce), la recitazione spontanea e diretta, lasciata volentieri all’improvvisazione quasi come se non esistesse neppure un copione di massima o una parvenza di regia, la grande comunicativa dei personaggi legata al piacere di raccontarsi e al gusto di farsi ascoltare, la loro eccezionale facoltà affabulatoria, l’attitudine incredibile ad intonare i canti popolari, con una citazione particolare per lo splendida performance vocale di Lucia Mazzotti, hanno saputo conquistare l’attenzione del numeroso pubblico convenuto.

Il dialetto con i suoi modi di dire, con le sue espressioni peculiari spesso del tutto intraducibili in lingua, ha il pregio incommensurabile della presa diretta. È stato divertente assistere e partecipare in uno spirito di autentica condivisione, alla “veglia”, condotta festosamente con una buona dose di arguzia. La serata ha aiutato a riscoprire la verve, la comicità, il richiamo alla schiettezza del nostro dialetto, ma in parallelo ha suscitto un senso di nostalgia per una forma di espressione ormai confinata alla sfera dei ricordi.

Uva Grisa, è un gruppo di musica etnica e tradizionale della Romagna creato nel 1981 a Bellaria Igea Marina da Gualtiero Gori assieme a Mario Arlotti, Mirco Malferrari e Vittorio della Torre; leader e direttore artistico è lo stesso Gori, uno studioso di spessore, autore di un nutrito numero di pubblicazioni, molto appassionato al recupero della memoria sociale e alla valorizzazione delle tradizioni locali, con speciale cura nell’uso di fonti orali e biografiche, particolarmente attento alla comprensione e alla coscienza di ciò che, nel vissuto delle sue fonti storiche e antropologiche, attiene ai valori della solidarietà e della socialità, alle ritualità collettive.

La curiosa denominazione del gruppo, che è sembrata subito calzare a pennello, va ricondotta a una citazione in dialetto riminese di un nonsense che aveva la funzione di scongiuro, tratto da un’intervista fatta a Domenica Lazzarini, storica pescivendola bellariese nella quale rievocava la sua adolescenza. Nel disco allegato al libro di Gualtiero Gori, Riveriti lor Signori (editrice La Mandragora) si può ascoltare il testo originale, che deve essere contestualizzato con il gesto delle corna nei confronti di «quella che fa le maligne»: Pàen e finoc e ròef ‘d Nadàel, chi mangia l’uva grisa more invelenati («Pane e finocchio, refe di Natale, chi mangia l’uva aspra muore avvelenato»). Il disco contiene, a cura di anziani cantori in esecuzioni solistiche, un’interessante e piacevole raccolta di “Pasquelle”, il canto rituale di questua dell’Epifania sul quale il Gruppo ha costruito la sua matrice musicale; sono presenti inoltre canti satirici, stornelli, danze strumentali fra le quali E bal de’ capel, alcune deliziose vanderine, e il raffinato valzer di Bottini eseguito al violino da Aldo Veronesi con Giuliano Albini alla chitarra e Gian Luca Ravaglia al contrabbasso.

Secondo Gori, prima ancora che come gruppo musicale, l’Uva Grisa, si è costituita come ensemble di «radicamento» legato ai valori comunitari del territorio, con l’intento di riscoprire alcuni contenuti sociali ed estetici, significativi della propria cultura di appartenenza. Progressivamente il gruppo ha accentuato una costante attenzione alla creazione di occasioni di dialogo e di confronto fra le diverse culture, in un’ottica di solidarietà umana e prevenzione del disagio socio-culturale: pertanto ha svolto diverse indagini sui vissuti popolari, le storie di vita, le forme espressive dell’antica cultura popolare, i luoghi della socialità.

I materiali ritrovati e recuperati, che hanno privilegiato il repertorio dei canti contadini e quello urbano dei canti d’osteria, sono stati registrati direttamente dagli anziani pescatori del paese; la loro  rielaborazione ha successivamente dato luogo a manifestazioni musicali anche a carattere teatrale, concerti, feste da ballo, interventi di strada, attività didattiche, incentrando le proprie esecuzioni sul revival delle vecchie danze, recital, viaggi, incontri e scambi culturali, insomma sul «bello della musica popolare». Proprio con quest’ultimo progetto intrapreso nel 2016 l’Uva Grisa ha esteso con successo il suo raggio d’azione anche a laboratori di musica d’insieme sui repertori di canto e di musica da ballo della tradizione locale.

 

(*) In “ARIMINUM”, Storia, arte e cultura della Provincia di Rimini , anno XXVI n.4 Luglio-Agosto 2019.