Gruppo di musica etnica e tradizionale della Romagna

L’Uva Grisa nasce a Bellaria Igea Marina (RN) nel 1981 come esperienza artistica, di ricerca e aggregazione intorno alla cultura tradizionale della Romagna. Il suo lavoro è rivolto alla conoscenza critica e alla pratica degli antichi repertori di musica, canto e danza; alla valorizzazione dei modi espressivi della cultura orale e le forme di socialità ad essi legate

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2007: Diari di Parigi di Gualtiero Gori

DIARI DI PARIGI 25/28 Maggio 2007. 

Nell’ambito degli scambi culturali di gemellaggio 

fra le città di Rimini e Saint Maur des  Fossé (Francia)

di Gualtiero Gori

Venerdì 25 maggio ’07

C’è fila sulla S. Statale n. 16 alle 18, quando partiamo, guida Lucio, ma in mezzora arriviamo. L’Uva Grisa è strana nel “non luogo” dell’aeroporto. C’è un po’ da fare a far capire al ceck in  che gli strumenti hanno posti riservati a fianco dei passeggeri. Poi ci sono due errori nell’elenco dei nostri nomi: Gianni Fattini che all’anagrafe si chiama Giovanni, e Giorgia Nespoli, Giorgina. La fila al metal d. è lunga da smaltire. Quando usciamo per imbarcarci ci sono colline dolcissime che accarezzano lo sguardo e “l’azzurra vision di San Marino” che rassicura; c’è anche l’afa che sembra  quando d’inverno si sbarca a La Habana.

Sfogliando il Venerdì di Repubblica annoto:

Ricard J. Davidson, Il Monaco e il filosofo: “Allontanare i pensieri negativi e concentrarsi su quelli positivi”. […] “I nostri sentimenti negativi verso gli altri spesso sono ingiustificati, li creiamo in risposta alle nostre frustrazioni”.

Adorno: “Il sentimento migliore per la felicità è la gratitudine, ci rendiamo conto di essere stati felici ma mai di esserlo”

All’arrivo due uomini semplici, di buona volontà, Jaques e George, Ci accompagnano all’Hotel Etape; guida Pierriquez, mulatto scuro del Guadalupe. In circa mezzora arriviamo, poi cena parca al sacco: mela, sandwich, ciliegie, acqua. Un po’ fredda e deludente. La camera è essenziale, giusta in caso di vacanza tour, € 40,00 circa da 1 a 3 persone. Però la notte dormo senza i terribili risvegli che mi perseguitano a casa.

 

Sabato 26 maggio ’07

Sveglia presto come per andare al lavoro. Si suona al mercato, cielo grigio, aria uggiosa. Non è facile decollare, l’ambiente ci esclude, quasi; forse non è abituato; le serenate imbarazzano. I nostri due angeli dai capelli bianchi alzano due timidi cartelli con il nostro nome abbinato a Rimini. Pubblicizzano l’evento della domenica pomeriggio al parco, distribuiscono volantini verdi  ai passanti. Il secondo mercato è leggermente più affollato del primo, le merci esposte, specie gli alimenti freschi, sono di prim’ordine.

Pranzo “capiente” in un ristorante con giardino. Musica e balli per i nostri accompagnatori e per iniziare a carburare fra noi. Il mio stomaco si blocca per il tiramisù, per il vino, per il sigaro. Sto male non ho la forza di visitare il museo. Mi assistono l’Angela e la Lucia, steso su una panca di cemento. Ma alla fine per liberarmi devo vomitare.

Si va a Parigi tutti un po’ stanchi, e sotto la Torre Eiffel con le nostre musiche e i balli quasi prendiamo il volo. Ci sono ovunque turisti giovani che non cercano altro che sorprese. Gli spazi, gli sfondi sono enormi, siamo al centro del mondo. Giuseppe guida la quadriglia che sembra pattinare. E’ da questo momento che tutti entriamo in situazione. Si canta, si cazzeggia e si rispettano i tempi programmati da Jaques.

La visita a Parigi contempla un tour in Bus con il commento di Jaques. E’ utile a scoprire i tesori dell’architettura e dell’urbanistica parigina. Ho fresche le immagini di Londra alle quali le scene che vedo mi richiamano, a tratti mi sembra di continuare quel viaggio a tratti si sovrappongono con quelle dei precedenti viaggi in questa Città.

Cena con filetto, che evito, e pizza; di nuovo musiche e serenate.

 

Domenica 27 maggio ’07

Come tutte le mattine mi sveglio stanco, ci metto molto a carburare. Si va in un nuovo mercato ad animare, c’è fresco, vento e un po’ di sole. Il clima è più rilassato e il nostro intervento più vivace. Jaques e George ci guidano con millimetrica precisione cercando spazi fra i banchi e gli angoli liberi, sono i ballerini i più impegnati a tirare.

Si fa l’ora di pranzo; buon ristorante, luci soffuse, piatti raffinati; ospite il Sindaco Ravaioli e la moglie; qualche discorso di circostanza, saluto Carla Monti. La nostra musica è sempre gradita. Ravaioli è molto alla mano, non pare neanche un sindaco.

Fuori piove, partiamo puntuali per la cerimonia del 40° del gemellaggio di Saint Maur e Rimini, andiamo a stiparci sotto una tettoia; poco il pubblico sotto gli ombrelli, e noi andiamo bene, la nostra musica funziona, è poliedrica, significativa, radicale. Ci sta anche un saltarello appena spruzzato. Arriva il vecchio sindaco ultraottantenne “padrone” della Città che governa implacabile da quarant’anni.

Contenti ci defiliamo all’hotel per 1 ora di riposo e di nuovo a Paris, questa volta di notte. Ma prima cena marocchina. Nessuno ha fame, ma tutti mangiano. Piatto base di cus cus, carni arrostite, gelati; bell’ambiente stilizzato; acidi allo stomaco.

Partiamo sempre più euforici, soddisfatti. Ci sentiamo coccolati, trattati coi guanti, e noi riusciamo bene in ogni ambiente. Destinazione notturna: Mont Martre. Scesi dal  pullman Jaques fa la spola fino alla cattedrale, i più vanno a piedi, gli “invalidi” accettano i suoi servigi. Arrivo alla Cattedrale du Sacre Coeur con Venturelli, il vento soffia freddo, il panorama è sterminato. Dentro la cattedrale troviamo un po’ di tepore, un predicatore intrattiene i numerosi fedeli; l’architettura rende lo scenario maestoso per l’assenza totale di colonne, luci ed ombre si intersecano armoniose. Fuori cinguettano decine di adolescenti innamorati. La piazzetta de la Tartre è una piccola San Marino. Poco dopo ci raggiunge tutto il gruppo. Le risate accese da Pier e Gianni, alimentate dal gruppo sornione, sono l’aura che ci accompagna in ogni circostanza. L’Angela e la Giorgia non si perdono una battuta. I ritratti a Gianni, Angela e Giuseppe dissomigliano e si ride. Poi si torna a grappoli, un po’ con Jaques che fa da spola senza più riuscire a controllare i tempi, un po’ in taxi, un po’ in metro; ci si perde e ci si ritrova tutti alle 2 davanti all’hotel ridendo e ricostruendo i fatti.

 

Lunedì 28 maggio ’07

Il lunedì si dorme, poi c’è il ricevimento nel bel municipio. Ci accolgono i membri del comitato gemellaggi, ci rilassiamo, assaporiamo l’aria elegante delle sale, la nostra musica volteggia sicura nell’aria. Anche i membri del Comitato si alternano con noi nei canti. Per finale, a richiesta, eseguiamo “Bella ciao” che nella perfetta acustica del salone genera emozione. Non possiamo desiderare di più.

Pierluigi sollecita la partenza perché con la testa è già agli impegni di lavoro e non può permettersi di perdere l’aereo. Antonio sollecita un nuovo scambio di gemellaggio con Fort Lauderlade in Florida. Baci, abbracci. Col cuore leggero prendiamo il Bus per Orly

 

 

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